Aziende e regioni

Procreazione assistita, attuare i Lea e dare fondi adeguati

di Filomena Gallo *

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24 Esclusivo per Sanità24

Dal prossimo gennaio e in tutte le regioni, le donne italiane potranno accedere a percorsi di procreazione medicalmente assistita (Pma) presso i centri pubblici o quelli privati convenzionati autorizzati pagando un ticket. Una novità importantissima, resa nota dal Ministro della Salute Orazio Schillaci ed effetto dell’approvazione del "Decreto Tariffe" che rende finalmente operativi i Lea (Livelli essenziali di assistenza) nei quali erano entrate, nel 2017, le tecniche di Pma. Per la prima volta in Italia, dunque, ora avremo un nomenclatore tariffario nazionale sulle tecniche di Pma.
Le prestazioni e i servizi che il servizio sanitario nazionale (Ssn) è tenuto a fornire a tutti i cittadini, gratuitamente o pagando un ticket, con le risorse pubbliche raccolte attraverso la fiscalità generale (tasse) sono previste proprio dai Lea. È infatti con i Lea che vengono aggiornate le tariffe, quindi i ticket, che ognuno paga per le prestazioni che riceve. I precedenti Livelli essenziali di assistenza risalivano al novembre 2001 ed essendo così vecchi non garantivano davvero il diritto alla salute delle persone.
Ora è stato previsto un ticket per le coppie per accedere in tutte le Regioni, nelle strutture autorizzate che devono erogare tutte le tecniche di Pma previste in Italia, sia omologhe sia eterologhe. Questo significa che se la coppia non potrà accedere al percorso di procreazione medicalmente assistita di cui ha bisogno, perché non è erogato in una specifica Regione o perché prevede lunghe liste di attesa, avrà il diritto di andare a effettuare lo stesso percorso in un’altra regione a spese di quella di residenza. Il tutto nel rispetto delle norme in vigore e del fondamentale diritto alla salute.
Per quanto riguarda la Pma, ora attendiamo che le Regioni si adeguino a questa novità e che la riforma dei Lea includa altre voci fondamentali per svolgere percorsi di Pma adeguata al servizio del paziente, come le indagini cliniche diagnostiche di preimpianto e i rimborsi adeguati per le donatrici di gameti (come avviene negli altri paesi da cui importiamo gameti e nel rispetto del divieto di commercializzazione in vigore per norme superiori comunitarie in tutta Europa).
Come Associazione Luca Coscioni, insieme alle associazioni di pazienti, abbiamo evidenziato in ogni sede all’allora ministra Beatrice Lorenzin e nelle commissioni competenti che nei Lea non era prevista la diagnostica preimpianto, lecita dal 2009 sia per le coppie infertili sia per quelle sterili, sia per le coppie fertili portatrici di patologie genetiche dal 2015, oltre a evidenziare questioni su altri temi nei Lea. Ma la risposta è sempre stata che per rimediare a questa omissione occorreva attendere i nuovi Lea che sarebbero arrivati per legge ogni anno.
Ora chiediamo al ministro Schillaci di continuare questo lavoro intrapreso anche con la destinazione di fondi adeguati all’erogazione di tecniche di Pma in osservanza della legge 40 del 2004 e di effettuare campagne informative adeguate.
In Italia stiamo attraversando una grande crisi demografica. Certo la soluzione non è solo l’accesso alla Pma, ma saranno necessari una garanzia complessiva delle condizioni per poter fare famiglia, corrette informazioni in materia di preservazione della fertilità e percorsi certi e adeguati per chi non riesce ad avere un figlio. Ce lo chiede anche l’Europa con la Risoluzione sul futuro demografico dell’Europa e il Comitato Onu per i diritti sociali che, su nostra istanza per una coppia con i nostri giuristi, ha potuto verificare gli ostacoli introdotti per legge all’accesso alla Pma. Ogni anno il Comitato Onu chiede all’Italia di rimuovere gli ostacoli all’accesso a tutte le tecniche di Pma.
Siamo sulla buona strada, l’attuale ministro ha voluto anche dare continuità al lavoro che abbiamo effettuato negli ultimi due anni con una commissione specifica sul tema. Se c’è la volontà politica tutto può essere realizzato con norme adeguate e non con divieti insensati.

* Avvocata e Segretaria Associazione Luca Coscioni


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