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Cancro al colon-retto: in Toscana solo un residente su due si è sottoposto allo screening

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I numeri del cancro al colon, nel 2022 in Italia, parlano di circa 48.100 nuove diagnosi e una mortalità, che nel 2021, è stimata in 21.700 decessi. Una patologia che in Italia, sempre nel 2022, mostra una maggiore incidenza fra gli uomini con 26.000 diagnosi mentre per le donne ci si attesta sui 22.100 casi. Numeri importanti che evidenziano come la prevenzione sia fondamentale. Eppure in Toscana, nel 2022, il 96,6% della popolazione residente, di età compresa tra i 50 e 70 anni, è stata invitata ad eseguire l’esame di screening di primo livello, ma solo il 41,4% ha aderito all’invito mentre i dati relativi alla regione registrano, tra il 2018 e 2020, il decesso di 4.204 persone a causa del cancro al colon. È lo scenario emerso nel corso del convegno “Lo screening del cancro al colon retto. Una scelta a difesa della nostra vita” che si è svolto al Teatro Pietro Aretino preceduto da una sessione scientifica riservata ai medici.
«Lo screening è uno strumento di salute tanto più efficace quanto più partecipato – spiega Marco Rossi Direttore UOC Gastroenterologia e Endoscopia digestiva Arezzo - e ha come scopo principale quello di intercettare le lesioni precancerose rappresentate dai polipi del grosso intestino o dai tumori in una fase precoce di malattia». Lo screening si rivolge ad una popolazione di età compresa tra i 50 e i 70 anni, e si basa sulla ricerca del sangue occulto in un piccolo campione di feci. «Solo in caso di positività - continua Rossi - si procede ad effettuare l’esame di secondo livello rappresentato dalla colonscopia. Questo è un esame che può permettere la rimozione di polipi eventualmente rilevati o effettuare diagnosi precoci di lesioni tumorali del colon».
«Come per lo screening mammografico e cervicale – puntualizza ancora Rossi - è attualmente in corso in Toscana una campagna di promozione agli screening oncologici. É importante aderire non solo non solo allo screening per la ricerca di sangue occulto ma anche all’esame endoscopico che si potrebbe rivelare un salva vita».

«I dati sulle diagnosi di cancro al colon retto e i numeri relativi ai decessi dovuti a questa patologia sono importanti e dimostrano quanto sia fondamentale la prevenzione e l’adesione agli screening – dichiara dal canto suo Antonio D’Urso, direttore generale Asl Toscana Sud Est –. Rispondere agli inviti che l’Azienda sanitaria invia nelle case dei cittadini, appartenenti alla fascia di età interessata, è fondamentale per intervenire in tempo su eventuali lesioni cancerose e garantire il benessere della persona. Il mio invito è quello di non rimandare ma prendere seriamente in considerazione le campagne di screening che ogni anno vengono promosse dalla Regione Toscana. I numeri evidenziano che tra coloro che scelgono di aderire al programma di screening si ha una significativa percentuale di guarigione con sopravvivenza fino al 90%, e questo è possibile grazie alla diagnosi precoce».


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