Dal governo

Stabilità 2016/ Solo 200 milioni per il rinnovo del contratto del pubblico impiego

di Gianni Trovati

Dalle tabelle diffuse ieri sera dal Governo sui numeri della manovra arriva la gelata per il pubblico impiego. I soldi disponibili per il rinnovo dei contratti nel 2016 si fermano a 200 milioni, cioè sotto alle stime ultra-leggere dei giorni scorsi che avevano ipotizzato una dote da 3-400 milioni.
La notizia complica ulteriormente il riavvio delle trattative, che già si erano scaldate nei giorni scorsi sui nodi legati all’applicazione della riforma Brunetta, in particolare per quel che riguarda l’obbligo di destinare al «merito» (con la divisione in tre fasce) la quota prevalente delle risorse per la produttività e la riduzione a 4 dei comparti pubblici.
Una prima riunione all’Aran (come raccontato sul Quotidiano degli enti locali e della Pa del 14 ottobre) si era rivelata «interlocutoria», come recita il linguaggio politico-sindacale quando il passaggio è di fatto inconcludente. All'uscita, i sindacati avevano ribaltato la palla sul Governo, chiamandolo ad agire affinché i nuovi incontri (uno è in programma alla fine della prossima settimana) «non fossero inutili». Tradotto: per trattare servono risorse.
Dal Governo arriva quindi una doccia gelata, e la polemica promette di riaccendersi, complicando anche la delicata partita dei comparti che mette a rischio la rappresentatività di molti sindacati “minori”. Senza contare che, numeri alla mano, la ripartizione in fasce di merito prevista dalla riforma Brunetta dovrebbe produrre un meccanismo di valutazione chiamato a definire la distribuzione di qualche euro lordo pro capite.


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