Dal governo

Inps: nel rendiconto 2022 c'è il crollo della cassa integrazione e l'aumento della spesa per le pensioni

di Claudio Testuzza

S
24 Esclusivo per Sanità24

Il Consiglio di indirizzo e Vigilanza dell’Inps ha presentato, a fine ottobre, il Rendiconto sociale 2022 dell’Istituto, che contiene importanti informazioni sulle prestazioni erogate dall’Istituto e, di riflesso, anche sulla situazione attuale del Paese.
Dal rendiconto relativo all’anno passato emerge, in particolare, una drastica riduzione della Cassa Integrazione Guadagni rispetto all’anno precedente, in termini di spesa (da 6 a 1 miliardo di euro), e di lavoratori coinvolti dalle sospensioni (865 mila rispetto ai 3 milioni dell’anno precedente). Sono cresciuti di 727.357 i lavoratori assicurati. Parallelamente sono cresciuti anche i contributi versati da parte di imprese e lavoratori (+ 8,8%). La spesa per le pensioni è nominalmente cresciuta del 3,8%, registrando un valore inferiore rispetto alla variazione dell’indice dei prezzi al consumo nell’anno, pari all’8,1%. Le pensioni previdenziali complessivamente liquidate nel 2023 sono state 28.375 in meno rispetto all’anno precedente (-3,1%). I trattamenti pensionistici di natura assistenziale (pensioni di invalidità civile e assegni di accompagnamento) sono invece cresciuti di 18.000 unità. La spesa per il Reddito e la Pensione di cittadinanza ha visto tra il 2021 e il 2022 una riduzione del 9,4 %, scendendo da 8,8 milioni a 8 milioni di euro.
Per quanto concerne i crediti, rispetto all’anno precedente, nel 2022 le iscrizioni a ruolo (al netto di sgravi e sospensioni) sono passate da 7,1 miliardi di euro a 16,7 miliardi di euro. Crescono anche le riscossioni. Ma nel biennio il rapporto tra Riscosso e Affidato si riduce dal 28% al 16%. Complessivamente i crediti contributivi a bilancio dell’Istituto nel 2022 ammontano a 123 miliardi di euro, rispetto ai 117 dell’anno precedente, di cui l’81,2% vengono considerati inesigibili.
I tempi medi per la gestione della fase sanitaria e amministrativa per l’accertamento dell’Invalidità Civile sono migliorati passando da 164 giorni a 142 giorni. Con delle differenziazioni notevoli su base territoriale e con medie regionali che oscillano da 48 a 279 giorni. La complessità è determinata dall’esistenza o meno delle convenzioni con le Aziende sanitarie per gli accertamenti sanitari e dal permanere di una carenza di personale medico adibito a questa attività. Per quanto concerne i tempi di definizione delle pensioni, nella gestione privata l’82% di queste vengono definite entro 30 giorni, rispetto all’85% del 2021. Il 5,4% delle domande vengono definite oltre i 90 giorni, rispetto al 4,3% dell’anno precedente. Anche in questo caso vi sono rilevanti differenziazioni territoriali.
Presentando il Rendiconto sociale 2022, il presidente del Consiglio di Indirizzo e Vigilanza, dell’Istituto, ha spiegato come queste considerazioni confermino non solo che l’Inps sia la più importante infrastruttura sociale del Paese, ma che la sua funzione tende costantemente ad ampliarsi per i servizi nuovi che eroga e per le relazioni sociali e inter istituzionali che genera.
Il Commissario straordinario Inps, ha, in particolare, sottolineato come un sistema di Governance duale, come quello dell’Inps, che prevede la presenza del Consiglio di vigilanza ed indirizzo, CIV, e quindi delle parti sociali, rappresenta una ricchezza per l’Istituto. Considerazione confermata anche dal sottosegretario del Ministero del lavoro e delle politiche sociali,


© RIPRODUZIONE RISERVATA