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L'intelligenza artificiale può migliorare la sanità: così l'Oms prova a fissare la cornice

di Claudio Testuzza

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24 Esclusivo per Sanità24

L’intelligenza artificiale ( A.I. ) rappresenta una rivoluzione tecnologica che avanza rapidamente e impone sfide temporali inedite a governi e organizzazioni. Se davvero avremo presto delle macchine più intelligenti e capaci di noi come faremo a essere sicuri che i loro obiettivi siano allineati ai nostri? La regolamentazione dell’ A.I. richiede un approccio interdisciplinare che coinvolga non solo scienziati e tecnologi ma anche legislatori, educatori, filosofi. Stiamo entrando in un’era di "intelligenze aumentate" dove gli esseri umani interagiscono costantemente con intelligenza artificiale che ne amplificano le capacità.
Questo appare sempre più evidente nell’ambito sanitario dove l’intelligenza artificiale può migliorare l’assistenza sanitaria e la medicina in tutto il mondo, ma solo se l'etica e i diritti umani vengono messi al centro della sua progettazione, implementazione e utilizzo. È questo l’assunto su cui si basa la guida dell'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) "Etica e Governance dell'intelligenza artificiale per la salute", frutto di due anni di consultazioni tenute da un panel di esperti internazionali.
Sempre l’Oms ha, ultimamente pubblicato un testo che elenca le principali considerazioni normative sull’intelligenza artificiale applicata alla salute. La pubblicazione sottolinea l’importanza di stabilire sicurezza ed efficacia dei sistemi di intelligenza artificiale, rendendo rapidamente disponibili sistemi adeguati a coloro che ne hanno bisogno e promuovendo il dialogo tra le parti interessate, inclusi sviluppatori, regolatori, produttori, operatori sanitari e pazienti.
Nel primo documento , Ethics and Governance of Artificial Intelligence for Health, l'Oms rimarca come l’intelligenza artificiale potrebbe permettere ai pazienti di assumere un maggiore controllo della propria assistenza sanitaria e comprendere meglio l’evoluzione delle loro esigenze di salute. Potrebbe, anche, consentire ai paesi poveri e alle comunità rurali, dove i pazienti spesso hanno accesso limitato agli operatori sanitari o ai professionisti medici, di colmare le lacune nell'accesso ai servizi sanitari. Tuttavia, il rapporto dell'Oms mette in guardia contro la sopravvalutazione dei benefici dell' A.I. per la salute, specialmente quando ciò avviene a spese degli investimenti e delle strategie fondamentali necessarie per ottenere una copertura sanitaria universale. Il report evidenzia, inoltre come le opportunità siano legate sia a sfide che a rischi, tra cui la raccolta e l'utilizzo dei dati sanitari non etici, pregiudizi codificati negli algoritmi e rischi dell'A.I. per la sicurezza dei pazienti, la sicurezza informatica e l'ambiente.
Ad esempio, mentre gli investimenti del settore pubblico e privato nello sviluppo e nella diffusione dell'A.I. sono fondamentali, l'uso non regolamentato dell'A.I. potrebbe subordinare i diritti e gli interessi dei pazienti e delle comunità rispetto ai potenti interessi commerciali delle società tecnologiche o agli interessi dei governi nella sorveglianza e controllo sociale.
"I sistemi di A.I. – si legge –dovrebbero pertanto essere progettati con cura per riflettere la diversità dei contesti socio economici e sanitari. Dovrebbero essere accompagnati da formazione in competenze digitali, coinvolgimento della comunità e sensibilizzazione, in particolare per milioni di operatori sanitari che richiederanno l'alfabetizzazione digitale o la riqualificazione se i loro ruoli e funzioni sono automatizzati e che devono fare i conti con macchine che potrebbero mettere in discussione la decisione e l'autonomia di fornitori e pazienti".
In definitiva per l’Oms , guidati dalle leggi esistenti e dagli obblighi in materia di diritti umani, e/o da nuove leggi e politiche che sanciscono principi etici, i governi e i fornitori e i progettisti devono collaborare per affrontare le preoccupazioni relative all'etica e ai diritti umani in ogni fase della progettazione, dello sviluppo e dell'implementazione di una tecnologia di intelligenza artificiale.
Nel secondo documento, Regulatory Consideration On Artificial Intelligence For Health, l’Organizzazione mondiale della sanità ha, come detto, sottolineato l’importanza di stabilire sicurezza ed efficacia dei sistemi di intelligenza artificiale, rendendo rapidamente disponibili sistemi adeguati a coloro che ne hanno bisogno e promuovendo il dialogo tra le parti interessate, inclusi sviluppatori, regolatori, produttori, operatori sanitari e pazienti. Tuttavia, quando si utilizzano dati sanitari, i sistemi di intelligenza artificiale potrebbero avere accesso a informazioni personali sensibili, necessitando, quindi, di solidi quadri giuridici e normativi per salvaguardare la privacy, la sicurezza e l’integrità, che la pubblicazione dell'Oms mira a contribuire a creare e a mantenere.
In risposta alla crescente esigenza dei Paesi di gestire in modo responsabile la rapida ascesa delle tecnologie sanitarie basate sull’intelligenza artificiale, la pubblicazione delinea 6 aree per la regolamentazione dell’AI per la salute: Documentation and transparency, Risk management and AI systems development lifecy-cle approaches, Intended use and analytical and clinical validation , Data quality, Privacy and data protection, Engagement and collaboration.
Per promuovere la fiducia, si sottolinea l’importanza della trasparenza documentando l’intero ciclo di vita del prodotto e monitorando i processi di sviluppo. Per la gestione del rischio, apprendimento continuo, interventi umani, modelli di formazione e minacce alla sicurezza informatica devono essere tutte affrontate in modo completo, con modelli resi il più semplici possibile. L’A.I. rappresenta una grande promessa per la salute, ma comporta anche gravi sfide, tra cui la raccolta di dati non etici, minacce alla sicurezza informatica e l’amplificazione di pregiudizi o disinformazione.


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