In parlamento

Edilizia sanitaria: le proposte della X commissione del Senato per sbloccare 10,9 miliardi incagliati

di Barbara Gobbi

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24 Esclusivo per Sanità24

Via libera all’unanimità da parte della Commissione X del Senato (Affari sociali, sanità, lavoro pubblico e privato, previdenza sociale) al documento conclusivo sull’Indagine conoscitiva in tema di edilizia sanitaria. Una grande incompiuta per eccellenza: con la legge-madre 67 del 1988 era stato dato avvio a un programma di spesa per investimenti in ambito sanitario che in 30 anni è stato finanziato più volte con risorse a carico del bilancio statale, per un totale di circa 34 miliardi. In buona parte ancora inutilizzati - come sottolinea la Relazione della commissione guidata dal senatore Franco Zaffini (Fratelli d’Italia): al 31 dicembre 2022 erano stati sottoscritti 91 accordi di programma per 24,3 miliardi, per un importo a carico dello Stato pari a 13,8 miliardi, di cui 11,5 miliardi ammessi a finanziamento (per 2.622 interventi complessivi), pari a circa l’83,18 per cento delle risorse impegnate in accordi di programma sottoscritti. Le risorse assegnate alle regioni al 31 dicembre 2022 e disponibili per la sottoscrizione di Adp - si legge nella Relazione - ammontano a circa 10,9 miliardi di euro. Più nel dettaglio, osservando solo le regioni, sulla base delle richieste di pagamento pervenute, la Ragioneria generale dello Stato ha complessivamente trasferito 10,9 miliardi (di cui circa 9 relativi all’attuazione degli Accordi di programma e il resto relativo a ulteriori finalizzazioni). Dati messi in fila dal Tavolo tecnico interistituzionale in materia di edilizia sanitaria, riqualificazione e ammodernamento tecnologico del patrimonio sanitario pubblico istituito ad aprile 2022 dal Cipess per fare luce sullo stallo, evidenziato a più riprese anche dalla Corte dei conti. E proprio quel Tavolo, che ha avviato una interlocuzione proficua con le Regioni, la commissione nella sua Relazione propone di trasformare in Cabina di regia permanente, “anche per le funzioni di monitoraggio del programma degli interventi”.
«Abbiamo votato all’unanimità il provvedimento con alcune note che tengono conto in particolare delle correzioni che aveva proposto il Gruppo 5 Stelle - spiega poi a caldo il presidente Zaffini - rivedendo il testo in particolare quando si parla di partenariato pubblico-privato, dando cioè l’indicazione che abbiamo trovato condivisibile di privilegiare quando possibile le risorse pubbliche rispetto a quelle private». Ma per il senatore di FdI la Relazione è nel complesso un «primo passo per agire in sede normativa e programmare modifiche dell’impianto normativo che sovrintende all’articolo 20, anche tenendo conto delle indicazioni arrivate dalla manovra 2024».
Le proposte in campo
Primo degli otto punti indicati dalla Commissione, la “necessità di aggiornare e semplificare la Metodologia ex ante (MexA)”, definita nel 2008, così come “i contenuti dei modelli previsti (Modelli A, B e C) e le modalità di acquisizione delle informazioni nel sistema Nsis”. Poi, occorrono linee guida per standardizzare i processi base, come la programmazione regionale di settore, e andranno individuate e divulgate le best practices di regioni più virtuose a beneficio di tutte. E ancora , “è stata sottolineata la necessità di individuare un iter amministrativo semplificato per gli interventi non complessi e al sotto di una determinata soglia di spesa”. In campo inoltre la proposta - sempre con riferimento al miglioramento dell’attività di progettazione - di “istituire un fondo rotativo nazionale per la progettazione che consenta di operare anche nella fase propedeutica alla definizione degli accordi di programma e comunque a valutare l’opportunità di un ulteriore incremento della dotazione del Frp, attualmente gestito dalla Cassa depositi e prestiti, mediante uno stanziamento aggiuntivo a carattere pluriennale sul bilancio dello Stato”. Secondo la Commissione, uno stanziamento aggiuntivo di 1 milione consentirebbe, ai tassi vigenti, di concedere nuove anticipazioni per circa euro 100 milioni.
Poi, occorre lavorare su numeri e competenze del personale e qui entra in gioco un’ipotetica Cabina di regìa e, nelle more, il Tavolo tecnico creato dal Cipess: “In riferimento alle necessita di implementare e incrementare il supporto tecnicoamministrativo dovuto al blocco del turn over, che ha comportato negli anni una forte riduzione del personale tecnico-amministrativo con competenze specifiche per definire e attuare gli interventi previsti dagli accordi di programma, è stato suggerito di prevedere l’individuazione di una specifica unità di missione ovvero di una cabina di regia in grado di fornire supporto tecnico, amministrativo e procedurale, anche avvalendosi di realtà esistenti e operanti nel campo dell’assistenza tecnica. Nelle more si potrebbe conferire carattere permanente al Tavolo tecnico operante presso la Presidenza del Consiglio Dipe, anche per le funzioni di monitoraggio del programma di interventi”.
Contro i rischi della “cattiva progettazione degli interventi”, la X commissione riporta la proposta della Corte dei conti: valutare la possibilità di introdurre una qualche penalità in caso di revoca, ad esempio prevedendo che una quota dell’importo (il 5-10%) sia sottratta alla disponibilità dell’ente per essere destinata a una finalità diversa o per finanziare le regioni che hanno esaurito le proprie disponibilità e che sono nei tempi nella realizzazione delle opere. In tal modo si introdurrebbe, accanto ad un disincentivo, un incentivo ad una progettazione operativa da portare avanti nei tempi previsti.
Infine, il punto 8 sul Ppt: “Alla luce delle difficoltà pratiche riscontrate nella realizzazione di grandi interventi edilizi - si legge nel testo emendato su indicazione della senatrice Elisa Pirro (M5S) - con la modalità del partenariato pubblico/privato e delle criticità sollevate da alcuni soggetti auditi si ritiene auspicabile privilegiare, ove possibile, l’utilizzo di risorse pubbliche o comunque messe a disposizione da altre istituzioni pubbliche”.


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