Lavoro e professione

Medici Smi: «Ddl risk doveroso passo avanti, ma servono modifiche»

Lo scorso fine settimana si è tenuto a Roma, presso l'Ergife, l'Attivo nazionale della dirigenza medica dello Smi (costituente con il Sivemp di FVM, Federazione Veterinari e Medici), e alla vigilia dell'incontro si è svolto anche un convegno sul rapporto sanità e giustizia, anche alla luce dello stesso dibattito parlamentare in corso sul ddl Gelli. Grande successo di partecipazione, presenti delegati aziendali di tutta Italia, si è discusso delle mobilitazioni indette dall'Intersindacale, della manifestazione del 20 febbraio a Napoli e dello sciopero del 17 e 18 marzo. Sul nodo irrisolto e controverso dell'orario di lavoro dei medici italiani, alla luce dei richiami comunitari e degli interventi governativi, importante intervento del Presidente del tribunale di Teramo, Giovanni Spinosa.
Nell'attivo è anche stata delineata la programmazione degli eventi formativi del 2016.
Alla fine dei lavori, Mirella Triozzi, responsabile nazionale dirigenza medica dello Smi e vice presidente di FVM, ha salutato con favore l'approvazione alla Camera del ddl Gelli, pur evidenziando diverse criticità correggibili nel passaggio al Senato con opportuni emendamenti: «Il disegno di legge interviene su una pessima legislazione che ha prodotto in questi anni danni al lavoro dei medici, al buon funzionamento del Ssn e quindi ai servizi per i cittadini».
Medicina difensiva, esplosione delle denunce e del contenzioso giudiziario, corto circuito con le coperture assicurative: «In corsia e negli ambulatori si lavora in condizioni pessime, con la paura di sbagliare e i medici sono i capri espiatori di anni di riduzione di investimenti e di posti letto, di poco personale, di turni massacranti, di un dilagante precariato, tuttavia - conclude Triozzi - deve essere chiaro che il provvedimento deve riuscire a centrare entrambe gli obiettivi: restituire serenità ai medici e garantire il diritto alla giustizia ai cittadini. Vogliamo giustizia ed equità, non impunità, pazienti e medici hanno un nemico comune: la malasanità figlia degli sprechi, dell'invasione della malapolitica, ma soprattutto di un decennio di tagli all nostro Ssn».


© RIPRODUZIONE RISERVATA