Lavoro e professione

Formazione post lauream, lettera a Gentiloni di Anaao e Fimmg

di Red. San.

Anaao giovani e Fimmg formazione chiedono un incontro al premier Gentiloni per comunicare «esigenze e proposte finalizzate alla modifica della normativa di accesso alle scuole di specializzazione, al solo scopo di porre la sanità pubblica italiana a livello degli altri paesi europei ed evitare la fuga all'estero dei nostri colleghi, come è avvenuto nel passato e tuttora avviene con crescente frequenza». La richiesta è stata affidata a una lettera aperta al presidente del Consiglio.

«Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del nuovo regolamento concernente - si legge nell’incipit - le modalità per l'ammissione dei laureati in medicina e chirurgia alle scuole di specializzazione, lo scenario che si prospetta per i giovani medici è pessimo. A nulla sono servite le nostre richieste agli organi competenti di aprire un dialogo ed esaminare idee atte a risolvere il grosso problema dell'imbuto formativo che si è venuto a creare, vale a dire il divario crescente tra numero di medici laureati e numero di borse a disposizione per l'acquisizione del titolo di specialista, indispensabile per accedere in Italia al mondo del lavoro pubblico e privato».

Tra le anomalie segnalate innanzitutto «le limitazioni delle scelte di specializzazione dopo la pubblicazione della graduatoria unica - s i legge nella lettera - risultano fortemente penalizzanti e ledono il principio cardine di meritocrazia, sul quale dovrebbe basarsi qualunque concorso. Infatti, se le tre scuole di specializzazione che devono essere indicate dal candidato risulteranno alla verifica successiva già sature, quest'ultimo non potrà specializzarsi pur essendosi classificato in posizione utile nella graduatoria nazionale, mentre con lo stesso punteggio o con punteggi anche più bassi, altri candidati potranno accedere ad una scuola se la scelta cadesse casualmente su specializzazioni non saturate. E′evidente che questo nuovo sistema di selezione va a declassare la conoscenza professionale, riducendo la partecipazione al concorso in una vera lotteria. I vincitori sono costretti a puntare tutto sulle tre scelte, sperando di azzeccarne almeno una! Altra decisione fortemente penalizzante è quella di non permettere nessuno scorrimento della graduatoria, scelta che determinerà un'ulteriore perdita di contratti che saranno recuperati solo negli anni successivi».

Non meno importanti sono le ripercussioni che questi ritardi avranno anche nel concorso di
accesso al corso di formazione specifica in Medicina Generale. «E' già noto infatti come nell'anno 2014, quando il concorso di specializzazione si svolse successivamente a quello per l'accesso al Corso di Formazione Specifica in Medicina generale analogamente a quanto accadrà quest'anno, si ebbero importanti ritardi nello scorrimento delle graduatorie del concorso di Medicina Generale. Questo ha comportato un protrarsi dei tempi di accesso alle attività formative con conseguente perdita, da parte dei colleghi interessati, della possibilità di inoltrare la domanda di iscrizione alle Graduatorie Regionali di Medicina Generale (art. 15 dell'ACN in vigore), da inviare entro il 31 gennaio successivo alla data della fine del corso (31 gennaio 2018 per quel che concerne il triennio 2014-2017). In assenza di soluzioni utili alla risoluzione di tale problematica, si aggiungerà alla già citata carenza di Mmg del prossimo decennio l'ulteriore perdita di unità causata dai ritardi di accesso alla professione di medici già formati ad hoc».

Insomma un terreno accidentato in cui il problema dell’imbuto foirmativo non potrà che aggravarsi. «L'assenza di una programmazione adeguata e il perpetuarsi della carenza del numero dei contratti di specializzazione e del numero delle borse di medicina generale, nonostante la grave e attuale carenza di specialisti e di medici di medicina generale, in combinazione con le attuali fosche previsioni occupazionali - concludono i giovani camici - andranno a stringere ancora di più l'imbuto formativo creando una nuova categoria di disoccupati, che anche quest'anno lieviterà nei numeri: quella dei giovani medici laureati ma non in possesso del titolo di specialista».


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