Medicina e ricerca

Irccs Santa Lucia, ricerca d'eccellenza malgrado ma anche «grazie» a Sars-CoV-2

di Carlo Caltagirone *

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24 Esclusivo per Sanità24

CI sono anni nella storia che portano il nome di un accadimento straordinario avvenuto nell’arco dei 12 mesi. Nessuno di questi anni però è identificato in modo così univoco con l’evento in questione quanto il 2020 lo è con l’avvento del Sars-CoV-2.
Malgrado il Sars-CoV-2 non si sia presentato come un virus con effetti primariamente neurologici, il suo impatto sul sistema nervoso è stato evidente da subito. Ne è testimonianza il fatto che la perdita dell’olfatto e del gusto è stata considerata da subito una manifestazione precoce del virus ed è divenuta un sintomo tipico della malattia.
Il Sars-CoV-2 può determinare condizioni neurologiche anche gravi che richiedono un intervento immediato come ictus ischemici ed emorragici, direttamente riconducibili al virus, encefalopatie, ossia infezioni a carico dell’encefalo, o encefalomieliti, che hanno ripercussioni anche sul midollo spinale.
Un impatto meno noto, ma altrettanto drammatico, si è avuto sulle persone colpite da disabilità di origine neurologica o da malattie neurodegenerative e demenze. L’isolamento, l’interruzione delle attività quotidiane e la lontananza dei familiari delle persone care e dei caregiver, hanno avuto pesanti ricadute in termini di peggioramento di condizioni preesistenti a carico del sistema nervoso.
Naturalmente, il virus ha avuto un impatto rilevante anche sulle attività del nostro Istituto. Le novità procedurali introdotte dalle restrizioni e dalle operazioni di monitoraggio della pandemia hanno determinato un cambiamento radicale nella gestione dell’assistenza ospedaliera e le attività di ricerca ne hanno certamente risentito. Tuttavia, l’emergenza ha anche creato nuove opportunità e nuove prospettive di ricerca, che hanno portato, nel 2020, alla pubblicazione di oltre 40 articoli su riviste scientifiche internazionali sulla relazione tra il Sars-CoV-2 e il sistema nervoso. In particolare, la rivista Frontiers in Aging Psychiatry ha lanciato un research topic, coordinato da ricercatori della Fondazione e con all’attivo 44 articoli, centrato sulle conseguenze cognitive, psicologiche e psichiatriche della pandemia su pazienti anziani con decadimento cognitivo o disturbi neuropsichiatrici.
Il 2020, in ogni caso, non è stato soltanto l’anno della pandemia. Pur con le difficoltà legate alle circostanze, la produttività scientifica del nostro Istituto è stata rilevante, se si considera che sono stati pubblicati oltre 550 articoli su riviste scientifiche internazionali, con un impact factor totale superiore ai 2.300 punti. Di particolare rilievo anche il numero di progetti finanziati tramite il sistema di attribuzione di fondi su base competitiva del ministero della Salute (la Ricerca Finalizzata) che ha visto la Fondazione eccellere a livello nazionale, con ben 22 grants ottenuti.
L’intenzione per il futuro è quella di continuare a creare innovazione sul sentiero già ampiamente tracciato delle neuroscienze e della neuroriabilitazione. Una delle tematiche di certo sviluppo sarà quella relativa ai meccanismi coinvolti nella neuroinfiammazione, un processo che svolge un ruolo chiave nell’insorgenza e nel decorso delle condizioni neurologiche e psichiatriche. Un altro filone di ricerca che vede il nostro Istituto impegnato da anni e sul quale sta continuando ad investire è quello delle neuroimmagini, grazie al quale la Fondazione ha acquisito un ruolo fondamentale in prestigiosi network nazionali e internazionali che hanno lo scopo, attraverso l’analisi di grandi campioni di dati (Big Data), di sviluppare biomarcatori quantitativi affidabili per la diagnosi di malattie neurologiche. Non da ultimo, lo studio dei meccanismi coinvolti nei processi di neuroplasticità che sono alla base della neuroriabilitazione, sul quale la Fondazione ha prodotto e continuerà a produrre ricerca e innovazione tecnologica.
È possibile individuare un "take-home message" dagli eventi di questo annus horribilis? Probabilmente sì, e il concetto di One Health (una sola salute per gli umani, gli animali e l'ambiente) offre la migliore chiave di lettura in termini di prospettive future. Pertanto, l’unica strada percorribile è quella che passa per la consapevolezza che la salute umana, la salute animale e la salute dell’ecosistema siano legate indissolubilmente, e per lo sviluppo di un approccio alla ricerca collaborativo, multisettoriale e transdisciplinare, che riconosca l’interconnessione tra persone, animali, piante e il loro ambiente condiviso.
Sarà possibile seguire il 16 dicembre, dalle 10:00 alle 11:30, la diretta streaming dell’evento di presentazione dei risultati dell’attività scientifica del Santa Lucia Irccs sulla pagina facebook: https://www.facebook.com/FondazioneSantaLucia.

* Direttore Scientifico, Fondazione Santa Lucia Irccs


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