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Disturbi mentali : crescono ansia e depressione ma solo un individuo su tre riceve un trattamento adeguato

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Gli ultimi tre anni hanno contribuito alla creazione di un’atmosfera di instabilità e incertezza senza precedenti, segnando profondamente lo stato della salute mentale della popolazione in Italia e in Europa. Questo è quanto è emerso dal Headway – Mental Health Index 2.0 realizzato da The European House – Ambrosetti in partnership con Angelini Pharma, azienda farmaceutica internazionale parte di Angelini Industries, presentato oggi a Roma a Palazzo Montecitorio. La conferenza stampa è stata promossa dall’onorevole Rachele Scarpa, Promotrice dell’Intergruppo Parlamentare per la Tutela e la Promozione della Salute Mentale.
Il Rapporto ha analizzato i diversi fattori che determinano lo stato di salute mentale dei cittadini nei 27 Paesi dell’Unione Europea e nel Regno Unito, utilizzando 55 indicatori chiave di performance (KPI) relativi ai determinanti ambientali, allo stato di salute della popolazione e alla capacità di risposta del sistema ai bisogni di salute mentale.
“È fondamentale portare all’attenzione delle Istituzioni e dei cittadini il tema della salute mentale e delle conseguenze che ha sulla società e sull’economia. Grazie all’iniziativa Headway, abbiamo a disposizione dati preziosi per analizzare la fotografia della salute mentale nel nostro Paese e in Europa e attuare scelte strategiche ad hoc per affrontare la situazione. – ha detto Rosita Calabrese, Country Manager Italia di Angelini Pharma –. Investire risorse nella salute mentale significa investire nel benessere delle persone, nella produttività economica e nella costruzione di una società più inclusiva e in Angelini Pharma siamo orgogliosi di dare il nostro contributo”.
La parte di popolazione che più ha risentito degli effetti della pandemia e degli eventi degli ultimi 3 anni sono gli adolescenti: ansia (28%), depressione (23%), solitudine (5%), stress (5%) e paura (5%) sono i problemi di salute mentale più comunemente riscontrati. Secondo il Rapporto, l’insorgenza di condizioni di salute mentale come depressione e ansia è collegata anche ad una diminuzione del rendimento scolastico e spesso induce i giovani ad abbandonare gli studi. In media, in tutta l’UE, gli studenti che manifestano un disagio mentale hanno il 24% di probabilità in più di ripetere un esame.
Anche l’infanzia è un momento chiave nel percorso di vita e crescita di una persona e il sistema scolastico rappresenta uno strumento importante nello sviluppo di una buona salute mentale per bambini e adolescenti.
Almeno il 50% dei disturbi di salute mentale esordisce prima dei 15 anni e l’80% di questi ultimi si manifesta prima dei 18 anni, in alcuni casi diventando un problema permanente per tutta la vita di una persona.
Un altro indice del Rapporto riguarda la capacità dei Paesi europei di rispondere alle esigenze delle persone con disturbi mentali all’interno della società, in particolare nelle scuole e nei luoghi di lavoro. I problemi di salute mentale colpiscono circa il 20% della popolazione in età lavorativa e il tasso di occupazione delle persone affette da disturbi mentali gravi è inferiore di circa il 20-30% rispetto a quelle che non ne soffrono, con ripercussioni anche sulle retribuzioni medie.
“Per la prima volta da quando è stata lanciata l’iniziativa nel 2017, il rapporto Headway ha esaminato i determinanti ambientali che agiscono sulla salute mentale, intesi come tutte le condizioni esterne che influenzano la vita, lo sviluppo e la sopravvivenza di una persona, sottolineando l’impatto significativo di fattori quali il cambiamento climatico, i conflitti e le migrazioni”, ha commentato Daniela Bianco, Partner e Responsabile Area Healthcare di The European House – Ambrosetti.
Un fattore analizzato nell’indice è, inoltre, il tasso di criminalità, KPI che riporta grande variabilità tra i Paesi. Infatti, gli effetti degli atti di violenza – indipendentemente dal fatto che sia vissuta in prima persona o meno – hanno un impatto negativo soprattutto sull’aumento dei casi di depressione. Per l’Italia questo dato si attesta sull’8%, a metà classifica. Anche il bullismo colpisce migliaia di bambini e adolescenti nell’Unione Europea e rappresenta un importante fattore di rischio per i disturbi della salute mentale nei giovani.
In termini di impatto sulla salute mentale, i punti di attenzione sono molti. In Europa, i disturbi mentali e comportamentali e i suicidi pesano per il 4,8% sul totale dei decessi. L’Italia occupa il 12° posto, subito dopo la Spagna, per numero di decessi. Nel corso del 2020, le morti causate da disordini mentali e comportamentali hanno superato le 250.000 unità. Di questi, oltre 52.000 sono per suicidio, che risulta la 4° causa di morte nella popolazione di età inferiore ai 20 anni: Grecia, Cipro, Malta e Italia quelli con il tasso più basso.
Il Rapporto ha rilevato anche la capacità dei Paesi a reagire a tali situazioni di difficoltà: il Paese maggiormente resiliente è la Finlandia, mentre l’Italia risulta tra le nazioni più esposte, si pensi alla crisi economica post-pandemia, alle ricadute della guerra in Ucraina e ai flussi migratori e al rischio di recessione economica.
Anche le condizioni abitative sfavorevoli hanno un’associazione diretta con la salute mentale: le persone che vivono in contesti sovraffollati hanno maggiori probabilità di sviluppare un disordine mentale, tra cui disagio psicologico e depressione: in Italia, circa il 20% della popolazione vive in condizioni precarie.
L’urbanizzazione, infine, che implica una minore presenza di spazi verdi che aiutano ad alleviare stress ed ansia, è associata a una crescente incidenza di disturbi mentali: l’Italia si trova al 21° posto su 28 Paesi. Sebbene i dati rivelino ancora differenze significative nelle strategie, nelle politiche e nelle legislazioni in materia di salute mentale e vi siano forti differenze nella spesa sanitaria in salute mentale tra i Paesi europei (Italia 3%), si stanno facendo passi avanti con un aumento delle strutture ambulatoriali dedicate, passate da 3,9 a 9,1 per 1.000 abitanti a livello Europeo.
L’Italia è nona nel posizionamento dei Paesi che hanno totalizzato il punteggio più alto per quanto riguarda la qualità dell’assistenza sanitaria per i disordini mentali.
Mentre l’Europa si confronta con una crisi senza precedenti nella salute mentale, i governi stanno prendendo provvedimenti per affrontare la situazione e fornire il sostegno necessario ai propri cittadini. Le recenti iniziative annunciate dalla Commissione Europea e dai governi di alcuni paesi dimostrano un impegno crescente nel riconoscere e affrontare la sfida della salute mentale, che tuttavia ancora non è sufficiente per gestire appieno le esigenze in rapido aumento tra la popolazione.
Nonostante il sistema di assistenza e cura dei disordini mentali in Italia abbia ancora significativi margini di miglioramento, negli ultimi anni sono state disposte alcune importanti misure. Ad esempio, nel luglio 2022, il Governo italiano ha varato il bonus psicologo per aiutare le persone che hanno subìto gli effetti della pandemia ad accedere ai servizi di salute mentale. In risposta all’enorme richiesta registrata, ad agosto sono state stanziate ulteriori risorse.
I costi complessivi legati alla salute mentale in Europa, che includono tra quelli indiretti la perdita di produttività dei pazienti e dei loro caregiver, ammontano al 4% del PIL totale europeo (oltre 600 miliardi di euro). I Paesi europei che hanno già attuato programmi di prevenzione e promozione della salute mentale legati al lavoro sono circa il 45% sul totale, mentre il 68% ha attuato una strategia o un programma nazionale incentrato sulla promozione e la prevenzione della salute mentale per bambini e adolescenti.


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