Lavoro e professione

Sindacati medici: coro di sì alla mobilitazione Fnom del 21 ottobre

di L.Va.

Dopo la chiamata alle armi di ieri della Fnomceo. I sindacati medici, con l’Anaao che per prima ha rotto gli indugi, aderiscono alla mobilitazione generale e proclamano lo stato di agitazione. Già ieri la federazione Fassid aveva comunicato la piena adesione alle istanze espresse dalla presidente Fnom, Roberta Chersevani, due giorni fa. Poi sono seguite le adesioni dei medici Cimo, Fimmg e Smi. Un coro unanime di sì alla mobilitazione prevista il 21 ottobre prossimo.

«Uniti contro una sanità frammentata»
I medici, spesso divisi su questioni importanti, sono in questo momento unanimi nel richiedere la fine dei tagli, soprattutto quando l’impressione è che si tratti di tagli lineari. E uno dei leit motiv di questo autunno caldo sarà la voglia di tornare a un unico sistema sanitario nazionale, al posto di 21 realtà diverse.

Se la Cimo, per bocca del segretario Riccardo Cassi puntualizza che la prossima mobilitazione della professione non sarà «la solita iniziativa vintage di sola protesta», ma l’occasione per presentare «proposte concrete per una riforma di tutta la sanità», in grado di abbandinare «criteri economistici di un'aziendalizzazione che ha fallito miseramente», così «mortificando il lavoro del medico considerato solo un costo e non la risorsa».

Per Giacomo Milillo (Fimmg) che ha invitato i medici di famiglia a sostenere le ragioni della protesta: «Non è difficile individuare le cause e le responsabilità in un sistema che, con la regionalizzazione della sanità, è stato capace solo di determinare interessi di organizzazione regionalistica e non propone mai una sintesi dell'interesse nazionale alla salute della popolazione», concludendo che «Non è per questo che la maggior parte dei medici ha intrapreso e ama la professione medica, non è per questo che un medico ogni giorno si mobilita e opera in scarsità di risorse e senza una progettualità prospettica».

Pina Onotri (Smi), soddisfatta dalla decisione Fnomceo di mobilitarsi contro il Governo, chiede il confronto tra le sigle: «Da mesi invitiamo tutte le organizzazioni sindacali a un momento unitario di confronto, per dare una risposta decisa alle scelte sbagliate del Governo. Finalmente ci siamo, non possiamo rimanere inerti di fronte alla demolizione della sanità pubblica. Salutiamo con soddisfazione la decisione della Fnomceo di chiamare a una forte mobilitazione della categoria. Lo Smi non si tirerà indietro».

Alessandra di Tullio (Fassid), si scaglia contro «Le semplificazioni artificiali, l'attribuzione surrettizia di funzioni proprie dei medici e dei dirigenti sanitari ad altre figure professionali» insieme ai «tagli e le soppressioni astruse stanno uccidendo quanto di buono fatto per creare uno dei migliori sistemi sanitari del mondo».


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