Lavoro e professione

Riforma delle pensioni: i punti deboli della "perequazione"

di Claudio Testuzza

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24 Esclusivo per Sanità24

Che i pensionati, in questo lungo periodo di sofferenze, abbiano potuto, comunque, avere una condizione più favorevole rispetto ad altre categorie che, avendo perduto la possibilità di lavorare, si sono trovate in gravissime ristrettezze economiche, è indiscutibile. Ma questo, spesso, piccolo privilegio, non può farci dimenticare che per i pensionati l’attuale forma d’incremento delle loro pensioni, oggi previsto, comporta e comporterà un sempre più ridotto adeguamento al costo della vita.
Ricordiamo che la così detta “ perequazione ” delle pensioni prevede un incremento annuo sulla base della percentuale dell’inflazione, calcolata dall’Istat, dell’anno precedente. Questa percentuale viene applicata interamente solo alle pensioni fino a quattro volte il minimo Inps ( 515, 58 euro ) che in base alla normativa attualmente in vigore (Legge 145/2018) sono indicizzate al 100 %. Si tratta, quindi, di assegni fino a 2mila euro lordi al mese I I trattamenti più alti, invece, vengono rivalutati solo parzialmente con la seguente modulazione : al 77 % fra quattro e cinque volte il minimo Inps : al 52% fra cinque e sei volte il minimo ; al 47 % fra sei e otto volte il minimo ; al 45 % fra otto e nove volte il minimo. Sopra nove volte il minimo la rivalutazione è del 40 %.
È sconcertante pensare, poi, che il blocco della rivalutazione, attivato in passato, abbia superato la soglia degli undici anni di anzianità. E’ certamente questa la parte più grave, iniqua e dolorosa introdotta dal legislatore. Tale sistema di adeguamento non ha mai tutelato concretamente il reale potere d’acquisto dei pensionati che, negli ultimi 16 anni, hanno subìto oltre il 30% di perdite.
Ma se questi mancati incrementi con un’inflazione effettiva negli ultimi anni ridotta sono ancora accettabili, lo stesso non potrà aversi con un incremento sostanzioso dell’inflazione. Condizione assai presente già adesso e prevedibile nel prossimo futuro. Se già in quest’ultimo periodo diversi ambienti produttivi e di servizi: benzina ( + 18,6 % ), voli e traghetti ( + 18 % ), supermercati, prodotti di consumo, alberghi ( + 4 % ), ristoranti ( + 10 % ), luoghi di villeggiatura ( + 17 % ), spiagge ( + 40 % ) hanno, surrettiziamente, aumentati i prezzi rispetto al passato ( dal 20 al 30 per cento ! ), quale desiderio di recupero del fermo per pandemia del 2020, tuttavia, l’inflazione si presenta in maniera diffusa e crescente in tutti i paesi. L’inflazione, dei prezzi al consumo, registrata su base annua rispetto ad un anno fa, in USA, a luglio, è stata del + 5,4 %, in Germania del + 3, 8 % ,in area Euro del + 2,2 %. In Italia , stando ai valori Istat, da prendere con il beneficio dell’inventario, appena del + 1,,9 % !
Anche ammesso che questi dati, piuttosto ridotti, possano corrispondere al vero,- e ne dubitiamo fortemente considerando che le Banche centrali fanno di tutto per rassicurare che sarà un fenomeno di breve durata, al fine di tenere basso il costo del denaro-debito in modo artificiale per permettere agli Stati di mantenere il debito in quantità massive a basso costo -, tuttavia il potere d’acquisto dei pensionati si troverà, ancora una volta, a ridursi e non avrà, con il sistema della perequazione a scaglioni, sopra esposta, alcuna possibilità di recupero.
Appare, quindi, necessario nel corso delle trattative sul sistema previdenziale, previste in ripresa per settembre / ottobre, puntare anche ad intervenire su questo fronte in grossa sofferenza se non si vuole trasportare i pensionati nel novero della povertà.

La gestione dell'Enpam
I pensionati dell’ Enpam, a differenza dei loro colleghi iscritti all’Inps e all’ex Inpdap, hanno continuato sempre a godere dell’adeguamento delle loro pensioni al costo della vita.
I provvedimenti adottati dal Governo e dal Parlamento in materia di blocco della perequazione e della sua modulazione riguardano solo l’Inps e l’ex-Inpdap, ma non toccano la maggior parte delle Casse dei Professionisti.
I regolamenti dei fondi Enpam prevedono che le pensioni vengano rivalutate ogni anno in misura pari al 75 per cento dell’indice Istat, fino al limite di 4 volte il trattamento minimo Inps e del 50 per cento dell’indice Istat per la quota eccedente, senza alcun tetto.
La rivalutazione decorre dal 1° gennaio di ciascun anno, e viene materialmente applicata sul rateo di marzo, con pagamento degli arretrati dei due mesi precedenti


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