Medicina e ricerca

Dolore cronico: il "trolley analgesico" per la cura personalizzata

di Arturo Cuomo *

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24 Esclusivo per Sanità24

Il dolore cronico è descritto come una manifestazione di danni reali o potenziali a organi e/o tessuti. È identificato come una percezione influenzata dalle complesse interazioni di fattori biologici, psicologici e sociali. Diversi tipi di dolore e le loro comorbilità influenzano drammaticamente la qualità della vita dei pazienti e delle loro famiglie.
La lombalgia e la lombosciatalgia, comunemente e genericamente indicate come "mal di schiena", sono le cause più frequenti di dolore cronico e di disabilità in tutto il mondo . Nel 2015, il mal di schiena è stato associato a oltre 60 milioni di anni vissuti con disabilità, con un aumento del >50% negli ultimi 25 anni, assistendo così al crescente onere di questa condizione per i sistemi sanitari.
Questa condizione è solitamente associata a molteplici fattori concomitanti che influenzano anche la componente psicologica, come depressione, ansia e disturbi del sonno. Infatti, le basi fisiopatogenetiche del dolore cronico e quindi del mal di schiena cronico, derivano da alterazioni diffuse dell'intero sistema nervoso centrale, con attivazione di network cerebrali diffusi.

Le attuali conoscenze ci permettono, quindi, di considerare il dolore cronico come un fenomeno non esclusivamente biologico, quanto piuttosto una malattia biopsicosociale, a espressione clinica multidimensionale, peculiare ed estremamente soggettiva in ogni singolo paziente, dinamicamente evolutiva.

Coerentemente con questo approccio, l'International Association for the Study of Pain (IASP), organismo internazionale per lo studio del dolore, ha recentemente emanato l'ICD-11, una pubblicazione relativa alla classificazione internazionale delle malattie, che presenta il dolore cronico come entità riferibile a vera e propria malattia . Nell'ICD-11, la gravità del dolore è misurata con un indice numerico risultante dalla valutazione delle tre distinte dimensioni che caratterizzano il dolore cronico: l'intensità del dolore fisico, il distress psicoemotivo e l' interferenza con la vita quotidiana.

Data la riconosciuta complessità del dolore lombare cronico nonché la sua natura multidimensionale è ormai fondamentale sviluppare una strategia di gestione del dolore, iniziata il più precocemente possibile, che sia basata sulla interdisciplinarietà e finalizzata non solo alla riduzione dell'intensità del dolore, ma anche al ripristino della funzionalità, intesa come capacità di svolgere il lavoro e le normali attività quotidiane e al recupero del benessere psicologico e al ripristino del sonno. Nella pratica clinica quotidiana, quindi, diversi professionisti contribuiscono alla gestione del dolore cronico lombare/mal di schiena: medici generici, ortopedici, terapisti del dolore e fisiatri, ognuno coinvolto, per specifica competenza e ruolo, nel percorso di cura.

Nell'ottica, quindi, dell'intervento terapeutico finalizzato al recupero dello stato funzionale e della qualità di vita, il dolore cronico viene curato utilizzando agenti farmaci e terapie non farmacologiche, opportunamente ed appropriatamente combinati in considerazione del grado di malattia, delle condizioni cliniche del paziente e del contesto sociale.
Recentemente è stato proposto in letteratura un modello semplice e intuitivo per alleviare il dolore, denominato "trolley analgesico". In questo modello, sono riportati tutti gli strumenti farmacologici e non farmacologici che possono essere applicati al trattamento delle patologie dolorose croniche , incluso il dolore lombare/mal di schiena cronico, tenendo conto delle esigenze specifiche di "quel" paziente in "quel" momento di malattia, secondo i criteri, ormai dominanti in medicina, della medicina di precisione e della terapia personalizzata e della presa in carico del paziente durante l'intero percorso di cura. La terapia farmacologica del dolore lombare è stata al centro della lettura "Low back pain: l'approccio ambulatoriale", promosso da Grünenthal al XIX Congresso ACD di SIAARTI.

* S. C. Anestesia, Rianimazione e Terapia Antalgica - Istituto Nazionale Tumori IRCCS Fondazione G. Pascale - Napoli


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