Imprese e mercato

Confindustria Dispositivi Medici: impennata dei prezzi delle materie prime (+29,6%)

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Carrozzine, ausili per disabilità gravi, letti per gli ospedali, ma anche apparecchiature diagnostiche per le analisi di laboratorio, attrezzature chirurgiche come bisturi e forbici. Sono questi alcuni dei dispositivi medici, che stanno subendo fortemente la crisi delle materie prime con un incremento dei costi dei prodotti finiti del +29,6% e spesso problemi di approvvigionamento dei materiali. Le conseguenze saranno la difficoltà a rifornire gli ospedali e un forte impatto sull’intero sistema sanitario nazionale e sull’accesso alle cure e alle tecnologie da parte dei cittadini. Questo l’allarme lanciato da Fernanda Gellona, Direttore generale di Confindustria Dispositivi Medici, intervenuta oggi al XXI Congresso nazionale della FARE (Federazione delle Associazioni Regionali degli Economi e provveditori della sanità) nell’ambito della tavola rotonda “Procurement come visione strategica”.

“Negli ultimi anni abbiamo assistito a procedure pubbliche di acquisto improntate al prezzo più basso. Le stazioni appaltanti e le regioni – ha dichiarato il Direttore generale Gellona - devono valutare con attenzione questi aspetti critici e comprendere che non è più possibile fornire il SSN alle condizioni di qualche mese fa e che le gare future vanno adeguate ai nuovi costi delle materie prime. È pertanto di prioritaria importanza valutare un’equa modificazione delle condizioni dei contratti in essere, tenuto conto delle mutate condizioni economiche intercorse tra la data di stipulazione del contratto e la sua esecuzione secondo quanto previsto dall’art. 106 del D.Lgs 50/2016”.

Secondo l’indagine condotta dal Centro studi di Confindustria Dispositivi Medici per evidenziare l’impatto indiretto della pandemia sull’industria del settore emerge che la variazione sui costi per i trasporti delle materie prime, dei semilavorati e delle finiture rappresenta la voce più rilevante in termini di impatto sui servizi, raggiungendo il valore di 200,6%. Anche la variazione sui costi delle finiture ha giocato un ruolo di primo piano, con un impatto del 52,2%. In definitiva, le due forze appena indicate hanno determinato una variazione sui costi dei prodotti finiti pari al 29,6%.


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