Medicina e ricerca

Tumori: con il brevetto Erha l'Italia accelera sulla protonterapia

di Paolo Castiglia

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Un progetto scientifico che potrà avere un forte impatto sociale, introducendo possibilità finora inesplorate nella cura delle più diffuse patologie oncologiche in adulti e bambini, e che punta a realizzare un innovativo sistema per il trattamento dei tumori con protoni, basato su modello di accelerazione lineare. Parliamo di Erha, parola che ha in sé l’idea di futuro a cui la società italiana LinearBeam sta provando a dare forma: “Enhanced Radiotherapy with HAdrons” (da cui“ERHA”) è una tecnologia brevettata e sviluppata in Italia, dal Dipartimento Ricerca e Sviluppo del ramo spin-off del Gruppo healthcare ITEL che ha colto con successo una delle sfide più complesse nel settore delle applicazioni medicali in Protonterapia.

L’opera portata avanti dal team di scienziati e ricercatori a lavoro su “ERHA”, con la costituzione nel 2018 della società LinearBeam, ha l’obiettivo di consegnare al mondo clinico una tecnologia avanzata per protonterapia, con significativi vantaggi e benefici rispetto ai sistemi esistenti, come spiega il professor Roberto Orecchia, a capo del Board scientifico del progetto ed attuale Direttore scientifico dell’IEO di Milano, fra i massimi esperti internazionali in radioterapia:“Le peculiarità del sistema lineare P-Linac brevettato con “ERHA”, rispetto alle tecnologie attualmente in uso in protonterapia, rappresentano una novità di estremo interesse, rispondendo a molte delle esigenze che la clinica richiede, in primo luogo quello di avere a disposizione apparecchiature per protonterapia che siano efficienti, compatte, in grado di ridurre la durata del trattamento e sempre più precise nel rilascio della dose. LinearBeamha ideato e realizzato un dispositivo basato su un acceleratore di protoni compatto, completamente lineare ad alta frequenza, offrendo una soluzione alternativa agli attuali sistemi basati su acceleratori circolari. La tecnologia del lineare consente di produrre un fascio di protoni molto “pulito”, in quanto l’energia prodotta varia in maniera attiva e viene erogata al livello richiesto per trattare un determinato bersaglio”.

Il sistema “ERHA” rappresenta una tecnologia di ultima generazione per la cura dei tumori, in uno scenario tutto aperto, per la comunità scientifica e per la clinica italiana, cui è affidato il compito di implementare i futuri nuovi protocolli. “I sistemi come il lineare rappresentano un’opportunità. Le caratteristiche della macchina ne favoriscono un’agevole collocazione, incontrando la crescente domanda di prestazioni di protonterapia - illustra Orecchia -. Interessante sarà la possibilità di creare un network tra i centri che acquisiranno questa nuova tecnologia, sia a livello nazionale che internazionale, con protocolli condivisi che soprattutto indaghino nuove indicazioni, oltre a confermare quelle esistenti”.

“ERHA” si colloca all’avanguardia fra le frontiere della ricerca e dello sviluppo med-tech. “L’Italia ha una presenza poco consistente nell’ambito del mondo delle tecnologie biomedicali in genere – prosegue Orecchia –. Pur avendo una notevole e riconosciuta reputazione nell’ambito della fisica degli acceleratori, questo non si è mai tradotto nello sviluppo di apparecchi commerciali. Il Progetto EHRA colma questa lacuna, e porta il nostro Paese ad un più alto livello tecnologico.La realizzazione del sistema lineare ha coagulato esperienze professionali e competenze realmente multidisciplinari, contribuendo a creare una nuova generazione di ingegneri, fisici, informatici, tecnici, che attraverso l’interfaccia con la componente clinica e della ricerca sta conseguendo eccellenti e concreti risultati, oltre a determinare una cross-fertilisation tra settori apparentemente distanti, che contribuirà ad introdurre una nuova cultura scientifica e clinica, formando nuovi profili di competenze”.

Il primo prototipo di “ERHA”sarà presto reso disponibile per la sanità.“Noi ci siamo”, racconta il presidente LinearBeam, Leonardo Diaferia: “Questo Progetto, una straordinaria missione condivisa con la comunità scientifica, le istituzioni ed il sistema Paese, entra oggi nella fase finale, verso la realizzazione del primo Sistema per protonterapia su modello lineare, pronto entro l’anno 2022. Un traguardo ambizioso, che ci consegna la responsabilità di far dialogare e connettere le eccellenze a vocazione scientifica del Paese con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio di innovazione tecnologica e scientifica generato, mettere in rete le eccellenze oncologiche del Paese, promuovere processi di scambio e di trasferimento di competenze e know-how, avviare programmi comparati di studio sul nuovo modello di protonterapia lineare, che renderemo disponibile presto per gli istituti di ricerca e di cura a carattere scientifico (IRCCS)”.

Un traguardo ormai prossimo,che vede il gruppo di lavoro impegnato nella direzione di costruire un network nazionale di ricerca traslazionale in protonterapia.“I grandi progetti devono innanzitutto nascere da grandi idee, accompagnate da una logica ambizione – conclude Orecchia–. Quello che ha realizzato LinearBeam non ha precedenti in Italia, perché alle idee ed all’ambizione ha saputo collegare un piano programmatico realistico e sostenibile, e, soprattutto, ha creato un gruppo di lavoro straordinario per capacità ed applicazione, gestendolo ed indirizzarlo in maniera ineccepibile.Coniugare industria e scienza è l’ambizione di ogni paese moderno, a maggior ragione se con vocazione industriale e di alta tecnologia. Occorre che tutto quanto di straordinario LinearBeam è stato in grado di costruire venga sostenuto con politiche opportune”.


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